Caso Caffaro: Guida al cittadino è un progetto di comunicazione a cura dell’ASL di Brescia, impegnata in un continuo monitoraggio dei siti inquinati e che fin dal 2001 costituì un Comitato Tecnico Scientifico, il cui approccio interdisciplinare ha consentito di sviluppare conoscenze approfondite sullo stato dell’inquinamento, definendo il percorso degli agenti contaminanti dall’ambiente in cui erano stati rilasciati fino all’uomo.

L’impatto dell’inquinamento sulla popolazione
Le informazioni raccolte dal gruppo di esperti hanno permesso quindi di svolgere opportune indagini sulla catena alimentare e sullo stato di salute dei cittadini, dei lavoratori e degli ex lavoratori dell’azienda Caffaro, al fine di valutare l’impatto dell’inquinamento sulla popolazione esposta e realizzare azioni per la messa in sicurezza sanitaria.

Sintesi
Un’attività che prosegue tuttora, anche in considerazione delle ultime revisioni della letteratura scientifica che hanno fornito spunti per ulteriori approfondimenti epidemiologici. Questa pubblicazione, aggiornata a luglio 2015, intende presentare, in uno sforzo di sintesi e semplificazione, tutte le principali conoscenze acquisite, le indagini svolte dall’ASL in collaborazione con altri Enti e le azioni che ancora si intende attuare.

Breve sintesi

Dove si accumulano i PCB
I PCB sono presenti in diversi ambienti; in particolar modo si depositano nei grassi di animali attraverso la catena alimentare, e in alcune specie di vegetali coltivati in terreni contaminati; possono essere presenti nell'atmosfera come particelle, mentre nelle acque superficiali sono presenti in particelle disciolte o sono legati a sedimenti; nel mare sono accumulati nei microrganismi acquatici e nei pesci, mentre nel suolo possono rimanere per molti anni.

Esposizione a PCB
L’inquinamento da PCB può comportare una grande varietà di effetti sulla salute umana, non tutti completamente noti. Un’esposizione a dosi elevate di PCB si e verificata, in passato, in operai che lavoravano in aziende in cui i PCB erano presenti nel ciclo produttivo e nella popolazione generale in due episodi di intossicazione da alimenti fortemente contaminati, verificatisi in Giappone e a Taiwan.

Conseguenze
Tali esposizioni causarono diversi effetti, quali cloracne (malattia della pelle, considerata la manifestazione più caratteristica, correlata ad intensità e durata dell’esposizione), disfunzioni del sistema immunitario, neuropatie periferiche, alterazioni della funzionalità epatica e pancreatica, alterazioni metaboliche ed endocrine, effetti sullo sviluppo neuro-comportamentale dei bambini, ed altri.

Concentrazione PCB
Non è chiaro se tali effetti possano essere prodotti, e in che misura, anche da concentrazioni di PCB inferiori, quali si riscontrano oggi in diverse situazioni ambientali. Da valutarsi la portata del consumo di alimenti a concentrazione elevata di PCB, come nel caso dei pescatori dei paesi scandinavi o delle isole Far Oer, degli abitanti della regione dei Grandi Laghi americani, e dei residenti in aree contaminate da industrie chimiche, come Anniston (USA) e Caffaro (Brescia).

Sviluppo del cancro
Alcuni studi hanno mostrato un’associazione tra esposizione a PCB e sviluppo del cancro negli esseri umani. Nel febbraio 2013 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS ha concluso che l’esposizione a PCB può aumentare il rischio di sviluppare un tumore maligno della pelle, il melanoma. L’evidenza per altri tumori quali i linfomi non-Hodgkin e il cancro della mammella e stata invece considerata “limitata” e non vi sono dati sufficienti per esprimere un giudizio in merito alle altre patologie tumorali.

Trattamenti
Attualmente non esiste alcun trattamento per eliminare i PCB dall’organismo. Nel tempo la concentrazione dei PCB totali si riduce progressivamente, con alcune differenze in relazione alle caratteristiche chimiche dei composti accumulatisi, soprattutto per il loro grado di clorurazione (i composti che contengono più atomi di cloro nella loro molecola sono più stabili).

Valori di riferimento
Per i PCB presenti nel sangue umano non esistono specifici valori limite, per cui, per i confronti e la valutazione di eventuali rischi per la salute, si prendono in considerazione i cosiddetti “valori di riferimento”. A tale proposito, la “Societa Italiana Valori di Riferimento” (SIVR) ha prodotto valori di riferimento per diversi composti tossici, e in particolare per i PCB, sulla base dei dati disponibili dagli studi condotti nel nostro paese.

Valori concentrazione PCB
I valori di riferimento per le concentrazioni dei PCB totali nel sangue, secondo le indicazioni più recenti, per l’Italia risultano essere 1570 ng/g lipidi (circa 9 μg/L) per zone poco industrializzate. Per quanto riguarda la popolazione bresciana “non esposta” è stato riscontrato nel 2013 un valore di 1398 ng/g (9,3 μg/L), che corrisponde al valore al di sotto del quale si colloca il 95% di tale popolazione.

Cancerogeno umano
Nel marzo2013 la IARC (Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro) ha riclassificato tutti i PCB tra i cancerogeni umani, con un’evidenza ritenuta “sufficiente” per il melanoma, un tumore maligno della pelle, e “limitata” per i linfomi non-Hodgkin e il cancro della mammella femminile, mentre non vi sono dati sufficienti per gli altri tumori. L’evidenza di melanomi è stata registrata specie in gruppi di lavoratori addetti alle manutenzioni di trasformatori e quindi maggiormente esposti per contatto diretto con i PCB presenti negli oli dielettrici.

Sistema immunitario ed endocrino
L’esposizione a PCB è stata associata anche ad alterazioni a carico del sistema immunitario, soprattutto riduzione e danneggiamento della popolazione dei linfociti, e a carico del sistema endocrino, per cui i PCB vengono classificati tra i cosiddetti “interferenti endocrini”, sostanze in grado di interferire con il normale funzionamento delle ghiandole endocrine.

Tiroide e metabolismo
Gli effetti dei PCB sulla tiroide, in particolare, sono stati oggetto di numerosi studi condotti sull’uomo da diversi anni, con risultati contrastanti. Inoltre alcune ricerche hanno riscontrato un’associazione tra esposizione a PCB e disturbi del metabolismo, soprattutto il diabete mellito.

Il feto
Nel feto l’esposizione a PCB contenuto nel sangue materno avviene durante la gestazione, e determina un accumulo nei tessuti fetali, dovuto alla permeabilità della placenta che consente il passaggio di questi inquinanti dal sangue materno a quello fetale. In alcuni studi si è rilevato che l’esposizione del feto a questi agenti chimici ha determinato alterazioni a livello neuro-comportamentale.

Allattamento
Il trasferimento dei PCB dalla mamma al figlio prosegue anche durante l’allattamento. L’esposizione in utero è comunque più pericolosa di quella post natale dovuta all’assunzione del latte materno, poiché avviene durante lo sviluppo embrionale. In generale, poi, si è notato che i benefici dell’allattamento possono essere essenziali per compensare e addirittura superare i rischi di effetti nocivi da sostanze tossiche provenienti dall’ambiente.

Benefici dell’allattamento al seno
A parità di concentrazione di contaminanti (come PCB e diossine) nel sangue del cordone, i bambini non allattati al seno risultano essere infatti piu vulnerabili di quelli allattati al seno per quanto riguarda gli effetti avversi dei PCB sullo sviluppo neurocomportamentale.

Donne in gravidanza a Brescia
In uno studio condotto a Brescia su 70 donne in gravidanza che hanno partorito presso un ospedale cittadino non sono stati riscontrati valori elevati dei PCB ematici e non si sono viste associazioni tra concentrazione dei PCB nel cordone ombelicale e parametri fisiologici dei bambini alla nascita.

Indagini su rischi potenziali
Per valutare il rischio del PCB per la salute umana, nel caso dell’inquinamento da PCB dell’azienda Caffaro, le indagini sono partite dai suoli inquinati, che hanno mostrato una notevole uniformità dei profili dei congeneri di PCB, indice di una comune origine di contaminazione; successivamente hanno riguardato i vegetali destinati all’alimentazione animale, gli animali ed i loro prodotti ed i vegetali destinati all’alimentazione umana.

Residenti delle cascine
Il riscontro negli alimenti di livelli di contaminazione superiori ai limiti consentiti ha indirizzato l’attenzione sui residenti nelle cascine che allevavano bestiame e coltivavano i terreni contaminati, nutrendosi di alimenti di origine animale e vegetale autoprodotti e contaminati.

Confronto coi cittadini residenti
Il contenuto di PCB, diossine e furani nel sangue dei residenti nelle aree a sud della Caffaro sono stati confrontati per quantità e qualità con quelli presenti nel sangue dei cittadini residenti nel comune di Brescia ma in aree non confinanti con quella contaminata, valutando oltre alla residenza il loro dichiararsi o meno consumatori di alimenti coltivati nelle aree di residenza. 

I risultati
Il risultato principale di tale confronto fu l’evidenza che i residenti nelle aree a sud della Caffaro che consumavano prodotti locali presentavano valori di PCB ematici superiori rispetto agli altri soggetti indagati; tale correlazione tra esposizione a PCB e consumo di alimenti prodotti in aree contami nate fu poi confermato in tutti i successivi studi di popolazione svolti dall’ ASL (2003 e 2013-2014).

Rischi esposizione
Non essendo stata finora effettuata la bonifica di tutti i siti risultati inquinati da PCB,PCDD/F, per la popolazione permane il rischio di esposizione a queste sostanze nel caso di assunzione di alimenti che prodotti nelle aree contaminate risultino a loro volta contaminati.

L’interruzione della catena alimentare
L’interruzione della catena alimentare resta l’unico sistema, in attesa delle bonifiche, per impedire l’introduzione e l’ accumulo nell’organismo di PCB,PCDD/F attraverso il consumo di alimenti contaminati, poiché quella alimentare e la via di esposizione di gran lunga più importante, rispetto alla inalazione ed al contatto dermico, per la popolazione.

 

LE FONTI

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