PCB cancerogeni umani
Nel marzo 2013, un gruppo di lavoro della IARC ha riclassificato i PCB tra i cancerogeni umani. L’evidenza è stata ritenuta “sufficiente” per il melanoma e “limitata” per i linfomi non-Hodgkin e il cancro della mammella. Non si sono invece ritenuti sufficienti i dati circa altri tumori. 

Interferenti endocrini
L’esposizione ai PCB è stata associata anche ad una gamma di effetti differenti da quelli cancerogeni, quali alterazioni a carico del sistema immunitario ed endocrino. I PCB, insieme ad altri composti, sono ritenute sostanze in grado di interferire con il normale funzionamento delle ghiandole endocrine.

Comitato tecnico scientifico ASL
Nel 2001 l'ASL di Brescia ha istituito un Comitato Tecnico Scientifico sul caso PCB, composto da personale ASL, rappresentanti della Regione Lombardia, dell’ARPA, della Provincia e del Comune di Brescia, dell’Università degli Studi di Brescia e di Milano, dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dell’Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro (ISPESL), e coordinato dal Direttore Sanitario dell’ASL stessa. 

Indicazioni per le indagini
Il Comitato ha fornito indicazioni per le indagini ambientali ed epidemiologiche, ha esaminato e discusso i risultati delle stesse non appena si rendevano disponibili e ha concluso i lavori nel 2003 con la stesura di una relazione. 

Effetti sugli ex operai
Per quanto riguarda le indagini sulla popolazione sono stati esaminati gli ex-operai della Caffaro che avevano lavorato nel reparto di produzione PCB e si è riscontrata nel tempo una riduzione significativa del livello ematico di PCB totali rispetto ai valori del passato, anche se ancora elevati rispetto alla popolazione generale della stessa età. 

Operai Stabilimento Caffaro, Brescia.
Operai Stabilimento Caffaro, Brescia.

Le due indagini ASL
Per quanto riguarda la popolazione generale, L’ASL ha svolto due indagini: la prima nel 2003 ha riguardato 579 persone residenti nel comune di Brescia, la seconda nel 2013-2014 ha compreso anche residenti nei comuni di Castel Mella e Capriano del Colle, per un totale di 816 persone (10, 5). 

Il campione casuale
Le due indagini sono state effettuate con gli stessi metodi: si è selezionato un campione casuale di 1200 soggetti  di età compresa fra i 20 ed i 79 anni (50%  maschi), stratificato in fasce di età di dieci anni e in quattro definite aree della città. 

Giovani e anziani
Si è evidenziata una grande variabilità della concentrazione dei PCB da un individuo all’altro. Sia l’indagine del 2003 che quella del 2013 hanno mostrato che la concentrazione dei PCB ematici aumenta regolarmente al crescere dell’età, con i soggetti più giovani (20-29 anni) che hanno valori 10-20 volte più bassi rispetto ai più anziani (70-79 anni), sia in termini di valori centrali che estremi. 

Contaminazione in diminuzione
Anche nel 2013, confermando il dato rilevato dieci anni prima, si è osservata una concentrazione più elevata di PCB sierici nei soggetti che hanno consumato alimenti prodotti nelle aree più contaminate da PCB (Sud Caffaro e confinanti), rispetto ai non consumatori. Tale associazione è consistente nei soggetti più anziani ma non nei soggetti con meno di 40 anni. Ciò suggerisce che l’effetto della contaminazione Caffaro sulla popolazione, attraverso la via alimentare, abbia avuto il suo picco nel passato e sia ora in fase di diminuzione. 

Riduzione mondiale
La riduzione dei livelli sierici dei PCB nella popolazione generale negli ultimi 20 anni è stata osservata in tutto il mondo, ed è attribuibile alla progressiva riduzione, nel tempo, della presenza di tali composti nell’ambiente, a seguito della cessazione della loro produzione e utilizzo dagli anni ’70 a oggi. 

Tempi e ragioni dell’esposizione
A Brescia l’esposizione della popolazione generale a PCB si è verificata soprattutto nei decenni passati, dagli anni ’40 agli anni ’80, per la presenza di cospicue attività agricole nell’area più contaminata e quindi per la messa in commercio, soprattutto locale, di prodotti alimentari contaminati. 

Riduzione delle attività agricole
Un ruolo importante, quindi, nella diminuzione dei valori sierici osservata dai primi anni 2000 a oggi, è presumibilmente da attribuire in primo luogo alla riduzione spontanea delle attività agricole, a seguito dello sviluppo industriale e urbano, e alla messa in atto di misure di contenimento e di interruzione della catena alimentare dal 2001 a oggi.

FONTI

- Il notiziario dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Brescia nel n.376 di  marzo, aprile, maggio 2016 ha pubblicato un Focus sul caso PCB a Brescia riportando la sintesi dei risultati delle indagini ambientali ed epidemiologiche per la valutazione dell’inquinamento e dei possibili effetti sulla salute umana.

- Notiziario dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Brescia n.376 marzo, aprile, maggio 2016

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