PCB e diossine | Produzioni

PCB e diossine


Tra i diversi composti chimici prodotti e diffusi dalla Caffaro nell’ambiente bresciano, i PCB sono quelli che hanno suscitato maggior interesse nella pubblica opinione per i possibili effetti sulla salute umana.
 
Struttura Pcb
I PCB sono composti organici non presenti in natura, ricavati dal benzene (C6H6) trasformato in bifenile (C12H10), vale a dire due anelli benzenici. Il bifenile clorurato (aggiunta cioè di atomi di cloro al posto di atomi di idrogeno in numero e posizione variabile) determina il Policlorobifenili (C12H10-x Clx). 

Idrogeno e Cloro
Al bifenile possono essere sostituiti da uno a dieci atomi di idrogeno con atomi di cloro, utilizzando come catalizzatore il cloruro di ferro. Il grado di clorazione è direttamente proporzionale al tempo di contatto tra bifenile e cloro.
 
Una grande famiglia
Si possono formare fino a 209 molecole chiamate congeneri, a seconda della loro struttura chimica. Ogni sostanza – singoli PCB o loro miscele - produce effetti molto diversi sulla salute e ha una capacità differente di propagarsi nell’ambiente.

Tossicità
Il grado di tossicità di una miscela di PCB può essere quantificato applicando un Fattore Equivalente di Tossicità (TEF o TEQ), così da rilevare sperimentalmente come ogni singolo congenere PCB agisca rispetto ad un inquinante organico persistente (POP) di riferimento.

Diossina-simili
Alcuni tra i 209 congeneri di PCB, esattamente 12, hanno dimostrato gradi di tossicità confrontabili con quelli osservati per la 2,3,7,8tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD), la diossina di Seveso. Per questo sono definiti diossinosimili, pur se di tossicità molto inferiore alle diossine.

Furani e diossine
Sottoposti a temperature elevate (fino a 650° C) i PCB formano derivati ancora più tossici quali le furani (PCDF) e le diossine (PCDD). La solubilità in acqua dei POP in generale e dei PCB in particolare è molto bassa, anche se si possono ritrovare per la presenza di particelle sospese anche molto piccole su cui sono assorbite.

Differenze
Mentre i PCB sono stati prodotti per le loro caratteristiche tecniche e chimico-fisiche, le diossine sono sempre prodotti indesiderati di altre produzioni o attività: procedimenti di riscaldamento o combustione, specie se combinate ad elevate pressioni, di diverse attività produttive, trattamenti termici nell’incenerimento e nello smaltimento di rifiuti, impurità del ciclo di produzione dei PCB medesimi e altro.


Produzioni

Produzioni PCB Stabilimento  Caffaro, Brescia


I PCB furono impiegati soprattutto come liquidi isolanti, refrigeranti ed ininfiammabili, nei trasformatori e condensatori, nonché nelle vernici, nelle plastiche, negli adesivi, nei lubrificanti e nei pesticidi; servivano anche come liquidi di trasmissione di pressione e di calore. Di seguito i prodotti nel dettaglio.

Cloroderivati
Prodotti cloroderivati: il tetracloruro di carbonio (clortex) per la produzione del clorocaucciú, impiegato soprattutto per rendere le vernici non infiammabili e resistenti a quasi tutti gli agenti chimici e ai gas aggressivi; le cloro naftaline; il cloropolietilene e le cloroparaffine, idrocarburi alifatici clorurati, impiegate come plastificanti, componenti di vernici e nella lavorazione dei metalli.
 
Farmaci ipnotici
Fino al secondo dopoguerra vennero prodotti anche clorobenzoli (monocloro-, tricloro- e tetraclorobenzolo) e cloralio (idrato di tricloroacetaldeide), composto tossico, usato come intermedio nella produzione del DDT e come farmaco ipnotico prima della sintesi dei barbiturici. Fino al 1975 furono inoltre prodotti fitofarmaci, anticrittogamici, insetticidi, disinfettanti e fertilizzanti.

Polvere Caffaro
Già nel 1912 la Caffaro, per riutilizzare il cloro liberato dal processo elettrolitico, iniziò la produzione di ossicloruro di rame, un anticrittogamico per le viti efficace contro la Peronospera e commercializzato prima con il nome di Pasta Caffaro Elettrocuprifera e poi come Polvere Caffaro.
 
Caratteristiche e preparazione
La polvere verde-chiara formava con l’acqua essa una poltiglia adesiva alla foglia con buona azione antiperonosporica. La preparazione consisteva nel passaggio di cloro attraverso torri cariche di rame, in presenza di acqua e acido cloridrico, così da generare una soluzione contenente cloruro rameico e rameoso che, ulteriormente clorurata, mutava il rame in cloruro rameico. 

La polvere
In soluzione con latte di calce si formava quindi una polvere con il 43% di rame che mescolata con sostanze sospensive, adesive e di altra natura, conteneva il 16,5% di rame. Per l'uso essa veniva stemperata in acqua nella dose dell'1% o a dosi maggiori, dall'1,5 al 2%, nel caso di forte infezione peronosporica.
 
L’arsenico
Nel primo dopoguerra, a partire dal 1920, entrarono in produzione anche gli insetticidi arsenicali, tanto l'arseniato di piombo che, successivamente, quello di calcio. L’arsenico, ossidato ad acido arsenico col cloro, veniva fatto reagire in tini con l’acido nitrico e con i trucioli di ossido di piombo.  
 
Disinfettanti
Nel 1925 vennero prodotti anche disinfettanti a base di cloro, cloralio, cloroformio, clorofenolo, cloruro di zolfo, acido arsenico. Nel 1927 comparvero due nuovi prodotti: il metabisolfito di potassio e l'idrosolfito di sodio anidro.
 
Prodotti per l’agricoltura
Nel 1932 vasta era la gamma dei prodotti per l'agricoltura: oltre agli ossicloruri, rameina, zolfo ramato, polvere Caffaro all'arseniato di piombo, polvere zincocuprica, abruchite, arseniati di calcio, di soda, di piombo, arsenito di soda, azol, baflor, cuprazol, ferfor, fluoris, sapotrol, coccidol, ibernol, nicol, procid, verderin, cruscolina, aficida.

Il nicol
Il nicol fu il primo prodotto nazionale a base di nicotina contro gli afidi, specie del pesco e l'ibernol, a base di olii animali e di basi piridiche e il coccidol, a base di olii minerali speciali, furono invece utilizzati contro le cocciniglie degli agrumi.

Ossidanti
Nei primi mesi del 1936 entrò in funzione negli stabilimenti Caffaro il primo impianto di permanganato potassico: sale corrispondente al grado di ossidazione +7 del manganese con elevate proprietà ossidanti. Il KMnO4 si presentava in cristalli violetti, era solubile in acqua e aveva un tale energico potere disinfettante che fu  impiegato in medicina.
 
Piretril
Sempre in quell'anno, Caffaro produsse il Piretril marca gialla: una polvere fine di color ambrato, contenente il 0,3% di piretrine, fissate su di un supporto perfettamente neutro e rese altamente stabili con particolari sostanze (probabilmente gli stessi PCB).
 
DDT
Nel 1950 vennero realizzati nuovi insetticidi: il gammaesano e il diclorodifeniletricloroetano (DDT). La produzione di DDT raggiunse anche i 500 kg/giorno. Il DDT grezzo veniva purificato in caldaia dove era fatto fondere e passava in un recipiente di ferro dotato di agitatori in cui il prodotto fuso era sciolto in benzina.
 
Industria farmaceutica
Nel 1952 si produssero il pentaclorofenolo, con proprietà battericide e fungicide superiori al fenolo, e, fra gli intermedi per l'industria farmaceutica, le materie prime essenziali per la sintesi dell'idrazide dell'acido isonicotinico, il nuovo farmaco destinato alla lotta antitubercolare.
 
Nitrato di ammonio
Nel 1957 entrarono in funzione gli impianti per la produzione di ammoniaca sintetica da metano e di acido nitrico (sostanze utili per generare in proprio nitrato ammonico ed altri fertilizzanti) e nel 1958 fu realizzato l'impianto per la fabbricazione di nitrato di ammonio.
 
Lindano
Nel 1957 la Caffaro produsse l'esaclorocicloesano, sigla HCH, formulato sotto il nome di cloresene, composto da cloro e benzolo (rispettivamente Kg. 0,7 e 0,5 per 1 Kg di cloresene), insetticida, entrato in commercio in Italia nel 1952-53, noto anche con il termine di lindano.
 
Nuovi antiparassitari
Negli anni Sessanta si aggiunsero ulteriori antiparassitari, come Ziramit, anticrittogamico a base di dimetilditiocarbammato di zinco (ziram) e Liquifos, insetticida emulsionabile a base di Parathion in due versioni, una al 20% e una al 50%.
 
Liquifos
Il Liquifos, molto tossico, negli stessi depliants propagandistici dell'azienda venne identificato con il teschio, la scritta veleno e con una particolare cura nelle avvertenze all'uso, compresa l’indicazione dell’antidoto, costituito do solfato di Atropina, da utilizzarsi su prescrizione medica in caso di contagio.
 
Paracoccidol
Inoltre vennero prodotti in quegli anni il Paracoccidol, olio minerale bianco con parathion al 3,5% per le piante da frutto, a base di olii minerali bianchi (84%) costituiti soprattutto di insolfonabile e un 12,5% di emulsionanti bagnanti ed il Ricid emulsionabile, acaricida ovo-larvicida, composto da Clorbenside, cioè p-clorobenzil-p-clorbenilsolfuro (20%) e da solventi ed emulsionanti (80%).

Dal 1984 dismesso il PCB
Nel 1975 i prodotti per l'agricoltura vennero trasferiti ad Adria. Nel 1982 iniziò la produzione del clortalonil o tetraclorisoftalonitrile, potente erbicida. Dal 1984 venne dismessa definitivamente la produzione dei PCB e di altri composti organici del cloro. Nel 1997 chiuse il reparto cloro-soda e con esso, poco dopo, anche la produzione delle cloroparaffine.

Produzioni 2000
A maggio 2000 le produzioni ancora attive risultarono: acido cloridrico, clortalonil, clorito di sodio, clorato di sodio,  ipoclorito di sodio, cloruro di calcio, anidride carbonica e clortex.

Produzioni attuali
Ad oggi le produzioni ancora attive risultano: il clorito di sodio, l’ipoclorito di sodio ed il cloruro di calcio. Essi trovano impieghi diversificati principalmente nei settori del trattamento acque e negli ambiti industriali.

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