Stabilimento Caffaro Brescia
Stabilimento Caffaro Brescia

L’impiego dei PCB in industria ed il mancato controllo nello smaltimento di manufatti che li contenevano ha comportato la loro eco-dispersione praticamente in tutto il globo, fino alle zone polari.
Nonostante la produzione di PCB sia cessata da anni, sussiste ancora un’esposizione a queste sostanze tossiche.

Dove si accumulano
I Pcb si depositano sui vegetali coltivati in terreni contaminati e, attraverso la catena alimentare, nei grassi animali. In atmosfera possono essere presenti come particelle solide o vaporizzate e nelle acque superficiali legati a sedimenti. Nel mare sono accumulati nei microrganismi acquatici e nei pesci. Nel suolo, infine, essendo composti idrofobi, non riescono ad essere rimossi dall’acqua piovana e possono rimanere nel terreno per diversi anni, sedimentandosi sui vegetali e sui raccolti.

La catena alimentare
È principalmente attraverso la catena alimentare che i PCB possono essere introdotti nell’organismo umano, mentre è del tutto secondaria la via di esposizione aerea. Una volta assorbiti, essi vengono trasportati in circolo, legati alle lipoproteine ed alle cellule ematiche, accumulandosi quindi nel tessuto adiposo e nel fegato. 

Eliminazione
Parte dei PCB vengono metabolizzati a livello epatico ed espulsi con la bile per essere poi definitivamente eliminati con le feci; tuttavia l’escrezione non è sufficiente a controbilanciare l’assorbimento e con l’aumentare dell’età, se permane l’esposizione, aumenta il loro carico corporeo. 

Diossine e furani
Come per i PCB, anche l’esposizione a diossine e furani è pressoché universale per la loro grande dispersione e persistenza nell’ambiente. Anche per questi composti la principale fonte di esposizione non professionale è l’ingestione di cibi contaminati (soprattutto carni, latticini e pesce).

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