La convenzione per l’attuazione del “Progetto per attività finalizzate a valutare il passaggio di contaminanti nelle produzioni agricole nelle aree interne al SIN Brescia-Caffaro”, integra gli interventi previsti dall’Accordo di Programma “per la definizione degli interventi di messa in sicurezza e successiva bonifica nel Sito di Interesse Nazionale di Brescia Caffaro”.

Il commissario
Il progetto, promosso dal Commissario Straordinario del SIN Brescia-Caffaro
(dott. Roberto Moreni), nasce dalla necessità di approfondire la tematica della trasmissione della contaminazione in alcune produzioni agricole, attualmente oggetto di coltivazione in deroga ad ordinanza sindacale nelle aree esterne al SIN dei comuni di Brescia, Castel Mella e Capriano del Colle.

La granella
Tutte le prove analitiche effettuate sui prodotti agricoli coltivati a sud del SIN hanno dato risultati confortanti con livelli di contaminanti ampiamente rientranti nei limiti dell’utilizzo zootecnico. A partire dal 2002, anno della prima ordinanza relativa alla problematica Caffaro, all’interno del perimetro del SIN non è stato possibile effettuare alcuna coltivazione fino al 2015, anno nel quale ERSAF ha realizzato, d’intesa con ASL Brescia (ora ATS di Brescia) due piccole parcelle per complessivi mq 1.000 di mais da granella.

Livelli al di sotto dei limiti imposti
I risultati analitici relativi a questa coltivazione sperimentale effettuata in una delle porzioni maggiormente inquinate del SIN hanno confermato che, anche in questo caso, i livelli di contaminazione della granella sono ben al di sotto dei limiti imposti sia per l’alimentazione animale che umana. Risulta pertanto di estremo interesse la sperimentazione – in suoli aventi analoghi livelli di inquinamento posti all’interno del SIN - di altre specie di interesse agricolo.

No food
A fianco delle coltivazioni tradizionali oggetto di deroga, si prevede altresì la sperimentazione di specie non destinate all’alimentazione animale o umana, il così detto “no food”. Una destinazione agricola non finalizzata alla catena alimentare potrebbe essere individuata come più adeguata a questi ambiti a maggior livello di contaminazione, affiancando queste coltivazioni alle attività di fitorimedio che potranno essere avviate sulla scorta delle risultanze della sperimentazione in atto da parte di ERSAF.

Prove agronomiche
Si ritiene che queste prove permettano un primo approccio significativo potenzialmente in grado di escludere ulteriori approfondimenti o al contrario in grado di incoraggiare nuovi percorsi di ricerca. Si propone inoltre di inserire nella sperimentazione anche prove agronomiche rispondenti ai principi della cosiddetta agricoltura conservativa ovvero tutte quelle pratiche che comportano minime lavorazioni del suolo.

La scelta delle specie
Le specie attualmente oggetto di deroga per la coltivazione nelle aree contaminate dei comuni di Brescia, Castel Mella, Capriano del Colle e Flero sono: mais (da granella e da trinciato), orzo, frumento, triticale, soia. Nel corso del 2015, come sopra indicato, è stata effettuata all’interno del SIN una prova di coltivazione di mais da granella.

Aree interessate
La coltivazione dovrà avvenire su suoli aventi livelli di contaminazione più elevati rispetto alla media dell’inquinamento dell’area. Tali suoli sono rinvenibili nelle porzioni più a meridione del SIN, prossime alla linea ferroviaria Milano-Venezia, poste a oriente della Tangenziale Ovest di Brescia. Non verranno interessate dalle prove di coltivazione le aree coinvolte dalle sperimentazioni di tecniche di bioremediation già previste nell’ambito dell’Accordo di Programma, al fine di non interferire in alcun modo con le sperimentazioni medesime. I suoli delle parcelle interessate dalle coltivazioni sperimentali vengono campionati preliminarmente attraverso il prelievo di numerosi subcampioni, al fine di avere una certezza sull’effettivo livello di contaminazione dei suoli medesimi.

 

FONTI

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