Nel progetto Pastori POPs, ERSAF ha sviluppato i seguenti temi della ricerca: lo sviluppo di un piano agronomico teso a verificare l’accumulo dei contaminanti in specie foraggere diverse e lo studio delle modalità di trasferimento dei contaminanti dal terreno alle specie vegetali.

Analisi dei foraggi
Le prove sperimentali sono state sorrette da campionamenti ed analisi di laboratorio per la valutazione dei tassi di contaminazione dei terreni e dei foraggi. Tali azioni sono state realizzate più volte, soprattutto per quanto riguarda i foraggi e le piante, delle quali sono state campionate in più momenti parti diverse (foglie, fusto, radici, etc…) nel corso del progetto di ricerca; i terreni invece sono stati campionati e analizzati due volte, all’inizio e alla fine della sperimentazione.

Le specie vegetali da testare
Una rigorosa analisi bibliografica ha orientato la scelta delle specie vegetali da coltivare che è ricaduta, per adattamento al contesto ambientale e produttivo bresciano, su: Girasole, Mais, Erba Medica, Sorgo, Festuca, Loietto italico. La loro coltivazione è avvenuta nel rispetto delle due distinte tesi sperimentali che il piano agronomico ha inteso perseguire.

Tesi sperimentale A
La Tesi A è stata indirizzata a seguire la prescrizione dell’ASL che prevede la produzione di foraggi costituiti da granella di mais e insilati (di mais o di sorgo) mediante raccolto con taglio della pianta ad altezza di 40 cm o più dal suolo per verificare e confermare l’efficacia della stessa prescrizione nel limitare la contaminazione di tali prodotti, ed è stata attuata mediante coltivazione di mais e sorgo nel campo 7 “Maggia”.

Coltura di controllo
Alle due specie è stata affiancata una coltura di controllo (prato con produzione di fieno e sfalcio a 5 cm dal suolo) per verificare le differenze ipotizzate fra le due tecniche colturali nel trattenere e/o assorbire parte del contaminante.

Tesi sperimentale B
La Tesi B è stata orientata a verificare la possibilità che alcune colture vegetali abbiano la capacità di assorbire e/o degradare i composti organo-clorurati, con l’obiettivo di ridurre l’entità della contaminazione, ed è stata attuata mediante la coltivazione di girasole, loietto e della consociazione festuca + medica nel campo 1 “Serre”. Anche a questa tesi è stata affiancata una coltura di controllo (specie vegetale e tecniche agronomiche come in tesi A).

I campioni vegetali sono stati così raccolti ed analizzati
Campo 1: girasole, loietto, medica e festuca, per l’analisi delle loro parti vegetali, sono stati raccolti a completa maturazione, direttamente sul campo, negli stessi punti di campionamento del terreno. Sono stati altresì campionati con carotatore, una volta preparati e imballati, i fieni di loietto e di medica/festuca;

Campionamento tramite carotatore
Campo 7: sono stati campionati in azienda sempre tramite carotatore, dopo un periodo di maturazione in trincea, i due insilati di mais e di sorgo. È stato altresì campionato con carotatore, una volta preparato e imballato, il fieno della parcella di controllo lasciata a prato.

Contaminazione tellurica
E’ stato così evidenziato come la correlazione tra le diverse parti delle piante ed il suolo, sia particolarmente elevata per le radici; questo fatto può dipendere in parte da fenomeni di assorbimento dei contaminanti a livello radicale (contaminanti presenti che difficilmente e solo in minima parte vengono traslocati all’interno dei vegetali) ma evidenzia plausibilmente anche una criticità legata a una componente di “contaminazione tellurica” delle radici, che deve essere evitata mediante il lavaggio quanto più accurato possibile delle stesse radici ma che probabilmente non riesce ad essere del tutto eliminata.

Risultati significativi
La ricerca effettuata da ERSAF nel progetto Pastori POPs ha conseguito alcuni risultati significativi per il trasferimento delle informazioni prodotte al comparto agricolo bresciano e più in genere lombardo, nonostante alcune criticità, essenzialmente la breve durata della sperimentazione, non abbiano permesso di ottenere risposte a tutte le tesi trattate.

Suoli non contaminati
È senza dubbio rilevante l’aver riscontrato che i suoli oggetto di questa sperimentazione non sono contaminati, essendo le concentrazioni dei contaminanti organici indagati sempre inferiori ai limiti di legge del d.lgs. 152/2006; è altresì rilevante che anche da tali suoli avvengano trasferimenti di contaminanti alle biomasse coltivate che in alcuni casi possono raggiungere il livello di attenzione della corrispondente normativa (Reg.UE 277/2012).

Apparati radicali
È  quindi  importante che la gestione
di terreni impattati da contaminanti organici persistenti (POPs) sia improntata all’adozione di pratiche agronomiche in grado di impedire il trasferimento di tali sostanze contaminanti nei foraggi coltivati. La sperimentazione ha mostrato che i contaminanti sono concentrati soprattutto negli apparati radicali delle piante, in misura minore nelle loro parti basali e molto meno nelle loro parti epigee. 

Altezza parte di pianta prelevata
In particolare si è visto che l’entità delle concentrazioni di contaminanti nei foraggi è inversamente proporzionale all’altezza della parte di pianta prelevata rispetto alla superficie del suolo e anche dipendente dalla tipologia di foraggio e metodo di raccolta (il fieno è più critico per il fatto che dopo lo sfalcio viene lasciato a contatto con il suolo), a conferma della tesi che ritiene l’apporto dei contaminanti indagati alle biomasse vegetali dovuto principalmente alla componente tellurica.

Le risorse disponibili
Non sono emersi elementi che ci consentano di comprendere se le specie vegetali
testate siano in grado di degradare o adsorbire alcuni o tutti i contaminanti indagati. Una sperimentazione con tali propositi dovrebbe essere prolungata nel tempo ben oltre la durata del progetto Pastori POPs ed essere sorretta da un impianto sperimentale molto articolato, non possibile in questa sede per l’entità delle risorse disponibili.

 

FONTI

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