Il Sito di Interesse Nazionale "Brescia-Caffaro" è un'area ad elevata contaminazione ambientale di composti organici persistenti e metalli pesanti, conseguente alla presenza di un impianto che ha prodotto policlorobifenili fino agli anni '80. Al fine di interrompere il trasferimento degli inquinanti attraverso la catena alimentare, i comuni interessati hanno imposto l'interdizione/limitazione alle attività agricole e di allevamento nella aree contaminate attraverso l'emissione di specifiche ordinanze sindacali.

 Sono stati quindi avviati progetti sperimentali da ATS di Brescia per valutare il trasferimento di inquinanti dal suolo ai prodotti agricoli in aree interne ed esterne al SIN, per prendere in considerazione la possibilità di un ritorno all'utilizzo di tali aree, nell'ottica di una sostenibilità economica e garanzia della sicurezza dei prodotti coltivati.

I progetti (sia quelli già realizzati che quelli programmati) sono riconducibili a due diversi obiettivi:

  1. valutare il trasferimento degli inquinanti dal suolo ai prodotti orticoli attraverso la simulazione di orti privati;
  2. indagare il trasferimento degli inquinanti ai prodotti agricoli destinati all'uso zootecnico o al consumo umano, utilizzando specifiche modalità agronomiche di coltivazione, raccolta e stoccaggio su diverse specie vegetali.

Di seguito i primi risultati ottenuti:

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