Sito inquinato di Interesse Nazionale Brescia-Caffaro

I danni all'ambiente noti sono riconducibili all'inquinamento del terreno in un'area molto estesa a sud della Caffaro, all'inquinamento dei corsi d'acqua superficiali sempre a sud della stessa, all'inquinamento della falda sottostante, all'inquinamento in profondità del terreno sotto la fabbrica, al rilascio di contaminanti da alcune discariche dove sono stati interrarti i rifiuti delle produzioni Caffaro.

Sorgenti di contaminazione
Le sorgenti principali di contaminazione del sito inquinato sono gli scarichi idrici superficiali. I veicoli principali della diffusione nell'ambiente circostante sono le acque superficiali e i loro sedimenti in sospensione e sedimentati.

I sedimenti
Le acque delle rogge che capillarmente garantiscono l’irrigazione dei terreni agricoli sono state uno dei veicoli di diffusione dell’inquinamento, per lo più sottoforma di sedimenti in quanto PCB e PCDD/F sono poco solubili e quindi trasportabili solo in fase solida.

Inquinamento a sud
Lo scarico delle acque industriali nelle rogge e la pratica di irrigazione per scorrimento nella zona agricola hanno determinato la diffusione degli inquinanti nei suoli a sud dell’azienda sino a raggiungere il territorio di Castelmella, Capriano e Flero. Inoltre l’asportazione del terreno vegetale inquinato, dovuta alla realizzazione della vasta zona industriale Noce-Girelli, ha diffuso l’inquinamento in modo del tutto casuale sul territorio, come ad esempio verificato nei giardini delle scuole Divisione Acqui, Deledda e Calvino.

Vicinanza e lontananza
L'indagine sui sedimenti ha evidenziato presenza di mercurio e PCB in tutti i campioni presi in considerazione. In evidenza come le rogge poste a monte dello stabilimento Caffaro siano meno inquinate delle rogge poste a valle. Inoltre le rogge più inquinate sono quelle più vicine allo scarico Caffaro mentre più ci si allontana dallo scarico e più le concentrazioni diminuiscono.

Suolo ultrasoglia
Sull’area dello stabilimento Caffaro, dalle indagini ambientali avviate nel 2000, è emerso un inquinamento del suolo con valori al di sopra della soglia stabilita dai limiti di legge. Gli inquinanti, quali policlorobifenili (PCB), policlorodibenzodiossine e dibenzofurani (PCDD/F), mercurio, arsenico e solventi, sono stati rilevati fino ad una profondità di oltre 40 metri.

Acque sotterranee
Il contatto fra i terreni contaminati nell’area dello stabilimento e le acque sotterranee ha favorito la diffusione delle sostanze inquinanti al di sotto dello stabilimento e poi nelle acque sotterranee a valle degli impianti. Per contenerne l’espansione è stata realizzata nel 2002 una barriera idraulica all’interno dello stabilimento, costituita da pozzi di estrazione delle acque della falda che vengono peraltro utilizzate a fini produttivi. Depurate quindi con trattamento chimico-fisico e con carboni attivi, le acque vengono scaricate nella Roggia Fiumicella.

Tetraclorometano
L’inquinamento delle acque sotterranee derivante dalle attività dello stabilimento Caffaro è costituito anche dal tetraclorometano (tetracloruro di carbonio), un solvente vietato in Europa dal 1996 per l’elevata tossicità. Il solvente si riscontra per diversi chilometri nella falda a valle dello stabilimento, a seguito della contaminazione storica.

PCB non in falda
Malgrado le elevate concentrazioni riscontrate nel sottosuolo dello stabilimento, PCB e PCCD/F sono presenti nelle acque esterne alla rete dello stabilimento con un’estensione relativamente limitata, in quanto possiedono caratteristiche chimico/fisiche che limitano la loro migrazione in falda.

Contaminazione disomogenea
Le ricerche condotte sui terreni dei parametri PCB, PCDD/F e metalli hanno mostrato una distribuzione disomogenea della contaminazione, in funzione del percorso e dell’utilizzo delle rogge, seppure con una graduale attenuazione dell’inquinamento procedendo verso sud.

Soglia vicina e lontana
Risulta che, nelle immediate vicinanze dello stabilimento, sono state riscontrate concentrazioni di PCB oltre 10.000 volte la soglia (area Campo Calvesi) e che, a circa 10 km dal sito, alcune aree mostrano concentrazioni di PCB ancora elevate ma inferiori rispetto alle aree più vicine alla Caffaro, fino a 50 volte la soglia. Anche per le acque superficiali, la situazione riscontrata è di una progressiva diminuzione dei contaminanti procedendo dalla Caffaro verso sud.

Steli più che radici
Le indagini svolte dall’ASL hanno evidenziato che l’assorbimento radicale degli inquinanti è poco significativo nei vegetali. Per alcuni di essi, come il fieno o le zucchine, la contaminazione da PCB dipende dalla presenza di polvere sugli steli e da un meccanismo di evaporazione dei PCB dal terreno e di condensazione sugli steli.

Dai vegetali agli animali
L’assunzione di vegetali contaminati da parte di animali allevati per la produzione di carne, latte e uova ha poi determinato la contaminazione di questi alimenti. Il consumo di alimenti contaminati ha assunto un ruolo fondamentale per l’esposizione all’inquinamento da PCB della popolazione residente nell’area a sud della Caffaro.


Maggiori informazioni sull'area interessata dall'inquinamento Caffaro:
Modello concettuale | Acque sotterranee | Aree agricole - Diossine | Aree agricole - PCB | Cromo VI | Pennacchi acque sotterranee | Rogge | Tetracloruro di carbonio

 

Fonti

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