ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) è stato incaricato da Regione Lombardia nel marzo del 2013 per l’attuazione di una specifica azione (l’Azione E) dell’Accordo di Programma, quella relativa alla messa in sicurezza e progettazione della bonifica dei terreni nelle aree agricole del Sito di Interesse Nazionale Brescia-Caffaro. Vediamo quanto intrapreso da ERSAF In questi anni.

Manutenzione dei prati
ERSAF ha sottoscritto specifici accordi, finalizzati alla manutenzione delle praterie derivanti dalla dismissione delle pratiche agricole, con quasi tutti i proprietari/conduttori di terreni agricoli nel SIN, Dalla primavera 2014 ERSAF si è occupata della trinciatura (3 – 4 interventi durante la stagione vegetativa) dei prati e della pulizia delle rogge perimetrali e dei fossi adacquatori. L’azione ha uno scopo di fitocontenimento, in quanto il mantenimento di un fitto cotico erboso contribuisce ad evitare la dispersione degli inquinanti favorita dall’effetto del vento e della pioggia battente.

Decespugliamento
Nella prima stagione di intervento (2014), a causa della situazione di abbandono in cui versavano alcune aree, con evidente sviluppo di vegetazione arbustiva ed una prima fase di colonizzazione arborea, è stato necessario procedere preventivamente con operazioni di decespugliamento meccanico e taglio manuale delle piante di maggiore dimensione. 

Sperimentazione di tecniche di biorimedio
Scopo della sperimentazione è quello di individuare modalità di tipo biologico per accelerare i processi naturali di attenuazione della contaminazione nei suoli inquinati delle aree agricole.

Dopo una prima fase di programmazione avvenuta nel 2013, l’attività si è sviluppata nel seguente modo:

  • Anno 2014: caratterizzazione preliminare delle aree oggetto di sperimentazione;
  • Anno 2015: primo anno di sperimentazione in serra (mesocosmo);
  • Anno 2016: secondo anno di sperimentazione in serra e avvio verifica in campo.

Nella fase di caratterizzazione preliminare (anno 2014) si è proceduto a tre fasi circostanziate.

FASE 1: Identificazione dei contaminanti presenti
Sono stati eseguiti prelievi in superficie e in profondità e sono stati preparati tre campioni compositi rappresentativi delle tre zone di sperimentazione, i cui risultati hanno permesso di ottenere un quadro delle tipologie di composti presenti nei terreni. Si è così evidenziata la presenza di classi di contaminanti mai prima indicate per quelle aree.

FASE 2: Verifica dell’andamento della contaminazione dei terreni lungo la profondità
Si è ricostruita per ognuna delle tre aree prescelte la storia delle pratiche agricole e delle coltivazioni attuate negli anni, la direzione della pendenza dei terreni, i percorsi di rogge e canalette di irrigazione e le modalità di adacquamento dei campi. Sulla base di queste informazioni sono stati analizzati, entro ognuna delle tre aree prescelte, tre profili di suolo in ciascuno dei quali sono stati prelevati 7 campioni fino ad una profondità di un metro. 

FASE 3: Ricostruzione tridimensionale della contaminazione
Questa fase è consistita in una campionatura sistematica nelle tre zone di sperimentazione e nella esecuzione delle relative analisi, finalizzata alla costruzione di un modello numerico della contaminazione consistente in una unione di celle tridimensionali che inglobano il volume di suolo contaminato. 

Nel 2015 è stata attivata la sperimentazione in una serra ubicata in un luogo recintato e protetto per salvaguardare la scientificità e validità della sperimentazione ed è stato quindi realizzato un elenco di specie vegetali candidate alla sperimentazione, redigendo il protocollo della sperimentazione e l’elenco delle analisi chimiche e microbiologiche necessarie. Le tesi sperimentali vengono coltivate in vasi su suolo del tutto omogeneo raccolto in un luogo rappresentativo individuato su base geostatistica dai dati della caratterizzazione preliminare. La sperimentazione mira ad individuare specie vegetali maggiormente stimolanti fenomeni di fito-rizo-rimedio, I primi risultati sono attesi per la fine del 2016.

Progettazione e realizzazione di aree boscate
Nel corso del 2014 si è proceduto alla progettazione di un sistema di fasce e macchie boscate, siepi arboree e/o arbustive e filari di alberi per intercettare attraverso la chioma delle piante le particelle di contaminanti trasportate dal vento così da ostacolarne la diffusione oltre i confini delle aree agricole del SIN. Gli impianti effettuati con tecniche forestali sono avvenuti nella primavera 2015 e per gli anni 2016 e 2017 sono previsti i necessari interventi manutentori (sfalci e irrigazioni di soccorso) finalizzati al completo attecchimento delle piante.

Recupero forestale e ripristino delle rogge
Sui terreni di proprietà comunale, ERSAF ha inteso invece realizzare il recupero forestale delle formazioni boschive già presenti, ricollegabili al così detto Parco del Mella nell’area di via Sorbana. Importante il contributo di ERSAF nel fornire utili informazioni per la redazione da parte di SOGESID del progetto di messa in sicurezza delle rogge, al fine di permetterne il successivo utilizzo a scopi irrigui nelle aree ove siano previste sperimentazioni. 

Tavolo Aree agricole Caffaro
Nel 2014 sono proseguiti i lavori del Tavolo tecnico sulle aree agricole, finalizzato alla regolamentazione delle attività agricole in aree investite da contaminazione, in particolare quelle soggette alle restrizioni previste dalle diverse ordinanze sindacali del Comune di Brescia nonché aree ricadenti in alcuni Comuni più a sud.

Coltivazione del mais
ERSAF ha collaborato con il Tavolo tecnico sulle aree agricole Caffaro alla predisposizione di una relazione mirante a sostenere la praticabilità della coltivazione del mais da trinciato in osservanza di determinati accorgimenti tecnici, nonché all’impostazione di linee guida per il campionamento e l’analisi delle parcelle sperimentali finalizzate a verificare la salubrità delle coltivazioni attuate nelle aree a rischio contaminazione. 

 

FONTI

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